La cosa seccante di questo mondo è che gli imbecilli sono sicuri di sé,
mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi. ( Bertrand Russell)
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-" La gente è strana: si infastidisce sempre per cose banali, e poi dei problemi gravi come il totale spreco della propria esistenza, sembra accorgersene a stento." ( Charles Bukowski)
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mercoledì 22 dicembre 2010

Se parliamo di violenza...


Volevo commentare il post di ieri dell'amico blogger Roccia ( inWonderBlog – L'uso della violenza, nell'anomalia italiana, è legittimo o illegittimo ?) , ma dopo un po' mi sono accorto che il commento stava diventando chilometrico , addirittura più lungo del post stesso, che breve non era...ho preferito quindi trasformarlo in un post su questo blog nella convinzione che sia più 'digeribile' e meno invasivo...

A proposito della violenza nelle manifestazioni di piazza...

Per cominciare bisogna dire che in piazza il 14 dicembre c'erano molti studenti insieme ad un buon numero di precari , disoccupati, terremotati dell'Aquila, manifestanti di Terzigno e questo insieme variegato di manifestanti ha ragioni da vendere nello scendere in strada a far sentire la propria voce e non può esser liquidato sbrigativamente come una 'espressione infantile permeata di mafiocrazia' , per usare una espressione del Blog a cui volevo replicare. Entrare nel merito delle contestazioni e rivendicazioni dei manifestanti sarebbe impossibile nel limitato spazio di un post, ma credo si possa fare un atto di buona volontà dando per stabilito che esse siano in massima parte valide e condivisibili; abbiamo tutti sotto gli occhi le scempiaggini e nefandezze di questa compagine governativa e chi vuole ha occhi per vedere e testa per capire. Ma anche chi non condivide le ragioni della protesta non può certo mettere in discussione la legittimità della stessa. Detto questo, allora perché esprimersi così negativamente verso chi non accetta di farsi passare tutto sulla propria schiena e vuole urlare e far sentire la propria voce contro chi ci malgoverna? Manifestare è pratica democratica, non solo è tutelata dalla Costituzione ma è tipica di ogni società libera, solo nei regimi autoritari son vietate le manifestazioni di dissenso...evidentemente il problema è nella violenza e nei disordini che hanno accompagnato i cortei che, va detto, hanno avuto nella loro generalità una connotazione pacifica. Ma, tanto per esser chiari, una volta che le autorità di P.S. avevano stabilito i limiti all'area dove era vietato manifestare , cosa avrebbero dovuto fare i manifestanti? Fermarsi ai margini e strillare forte per farsi sentire fino a palazzo? Dovevano forse accettare passivamente di farsi tenere a grande distanza da dove si stava consumando l'ennesima farsa di un regime in interminabile agonia? Se io manifesto contro il governo non vado a farlo in riva al mare, ma voglio farlo sotto le finestre del Parlamento. Il diritto di manifestare è sancito dalla Costituzione ed è solo per questo che non le hanno ancora vietate del tutto, e si ricorre all'espediente di tenere i manifestanti ben lontani da dove vengono consumate le quotidiane prepotenze della Casta; un tempo ai manifestanti era semplicemente vietato di entrare sulla Piazza del Parlamento, fra poco a forza di estendere l'area vietata si potrà manifestare in periferia o quasi...ma quando una intera generazione si vede esclusa dal mercato del lavoro con un futuro di disoccupazione e nel migliore dei casi di precariato a reddito da fame, con uno stato sociale ormai pressoché azzerato , e soprattutto non trova alcun ascolto e controparte con cui dialogare ,non ci si può aspettare altro che rabbia ed esasperazione.

Le immagini degli scontri del 14 dicembre le abbiamo viste un po' tutti...non era ancora stato spento l'ultimo incendio nelle strade che già c'era la corsa alla condanna dei violenti e di conseguenza alle dichiarazioni di solidarietà alle forze dell'ordine. Questa corsa affannosa ha coinvolto tutti, la ( presunta) maggioranza con i settori più reazionari della stampa, e fin qui nulla di strano, ma anche le forze di opposizione e le voci normalmente schierate a difesa delle parti sociali vittime della politica economica di questo governo. Con poche, pochissime eccezioni.

Io non sono per niente d'accordo, né sulla criminalizzazione tout court di chi manifesta senza assoggettarsi passivamente alle imposizioni di pubblica sicurezza, né sulla beatificazione delle forze dell'ordine, il cui comportamento è stato tutt'altro che ineccepibile.

Intanto va detto che i cosidetti Black Block , i professionisti dei disordini, in piazza non c'erano proprio...chi sbrigativamente ha parlato delle loro scorribande ha dovuto ricredersi velocemente, nessuno riconducibile a questi vandali professionisti è stato identificato e meno ancora arrestato. Chi ha partecipato ai disordini è stato esponente di uno spontaneismo esasperato che ha cercato,sbagliando, il confronto violento con chi presidiava la piazza a tutela dei centri nevralgici del potere politico. Da qui il lancio di pietre, l'assalto ai blindati che sbarravano gli accessi , l'incendio degli stessi e il danneggiamento dei simboli del potere finanziario come le vetrine delle banche ed i bancomat.

Tutto questo, lo ripeto ancora una volta è INACCETTABILE VIOLENZA .

Ma mettere questi disordini sullo stesso piano della criminalità spicciola e dei tumulti da stadio , come molti hanno fatto,è fuorviante oltre che riduttivo. Ma soprattutto è solo questa la violenza messa in opera nella piazza? Stabilito che c'è stata violenza da parte di una minoranza dei manifestanti, la reazione di chi presidiava il centro città è stata adeguata ed ineccepibile? Io credo proprio di no. Intanto condivido pienamente la necessità di evitare generalizzazioni; in piazza c'erano manifestanti buoni e manifestanti cattivi (pochi) , poliziotti buoni e poliziotti cattivi (pochi). Ma abbiamo il dovere di parlare dei 'cattivi' di entrambe le parti. Abbiamo visto immagini di un film già visto e che solo i più ottimisti pensavano fosse legato a circostanze eccezionali e lontane nel tempo, e vorrei sapere perché nessuno ,o quasi, dei tanti che hanno condannato i dimostranti violenti si è preso la briga di entrare nel merito di come la polizia ha reagito caricando e manganellando furiosamente chiunque capitava a tiro, andando ben oltre quello che è il suo compito ovvero ristabilire l'ordine arrestando chi commette reati. Perché non ci si vuole render conto che picchiare selvaggiamente un dimostrante ormai inerme, prendendolo a calci in faccia ( è successo!) è altrettanto criminale che prendere a bastonate un finanziere?

La violenza esercitata da chi indossa una divisa è tanto più grave se si considera che proprio alle forze dell'ordine è richiesto il rispetto delle leggi e del proprio ruolo, che non è come qualche esagitato politicante vorrebbe far credere, quello di dare una 'lezione' a chi manifesta, ma quello di sedare i tumulti usando il minimo della forza necessaria , e di assicurare alla giustizia i colpevoli, o presunti tali, di qualsiasi reato ; il magistrato stabilirà se i fermati sono colpevoli dei reati contestati e stabilirà pene adeguate.

Questo avviene in una democrazia dove ognuno rispetta il proprio ruolo.

Il celerino, o carabiniere, in assetto antisommossa che dopo aver messo a terra un manifestante lo colpisce violentemente e ripetutamente sta andando molto oltre il suo compito e sta a sua volta commettendo un reato. Un reato che, a meno di credere alle favole di Natale, nessuno mai gli contesterà, protetto com'è dall'anonimato, dall'omertà dei colleghi e dalla condiscendenza del potere politico che lo tutela al di là della legge. Chi ha la memoria corta si informi sullo sviluppo dei processi che una magistratura coraggiosa ha intentato contro tutti i 'violenti' con la divisa che in occasione del G8 a Genova hanno infangato il nome del proprio corpo di appartenenza commettendo violenze da regime sudamericano. Omertà , falsità da parte dei dirigenti e oltretutto avanzamenti di carriera per chi con il proprio comportamento avrebbe dovuto esser radiato con ignominia.

Ci si rende conto di quanto sia devastante l'effetto di questa sostanziale impunità su quel poco che rimane della nostra civiltà di diritto? Cosa può percepire un giovane da questa consapevolezza dell'esistenza di un potere si autotutela fin nei minimi livelli ?

E allora se vogliamo parlare di deriva violenta della piazza parliamo anche di questo, altrimenti tutto diventa parziale e perde credibilità.

Io voglio che chi ha danneggiato vetrine ed automobili venga perseguito per i reati commessi, voglio che chi ha dato una bastonata ad un poliziotto venga portato davanti ad un giudice e risponda del proprio comportamento, ma voglio anche che i 5 poliziotti che hanno massacrato di manganellate e calci un dimostrante a terra ( che poi è risultato estraneo ad episodi di violenza e non ha reagito all'arresto) vengano inquisiti per il loro comportamento e rispondano davanti al giudice.

Finché questo non accadrà tutti i discorsi di legalità ed ordine saranno macchiati di parzialità e poco credibili , e il chiedersi se la violenza nelle manifestazioni sia legittima o meno sarà un esercizio retorico e null'altro.

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